Vittoria___ image

Vittoria___

Others
Gender
female
Age
32 yrs
Videos
1

About Model

[i]Premessa...     

Non mi eccito facilmente, e no, non è una posa. Non basta un corpo, non basta una richiesta, non basta entrare in privato con l’idea che “adesso succede”. Io non mi accendo su comando, non mi tocco perché qualcuno lo pretende o perché qualcuno paga. Mi eccito quando qualcosa mi attraversa davvero. Quando un uomo non ha fretta di arrivare ma sa restare. Mi accende chi sa costruire tensione lentamente, chi capisce che il desiderio è una corrente che scorre sotto pelle e non un interruttore da premere. Mi eccita una voce che non invade ma scivola, una frase detta al momento giusto, un silenzio tenuto un secondo di troppo. Mi prende chi non mi guarda come un corpo da consumare ma come un enigma da esplorare, chi non entra in competizione, chi non elemosina attenzione, chi non si agita per “avermi”. L’intelligenza mi destabilizza, l’uomo che mi provoca senza abbassarmi, che mi tiene testa senza schiacciarmi, che sa essere sicuro senza essere arrogante. Mi eccita chi nota il cambiamento nel mio respiro, chi percepisce quando sto per cedere prima ancora che io lo ammetta. Perché quando qualcosa mi prende davvero, io cedo, ma non è un gesto improvviso: è un lento sciogliermi che parte dalla testa, scende nel petto e si posa nella pancia. E dura. Non è un fuoco che esplode e finisce, è una brace che rimane accesa anche dopo, un’eco che mi resta addosso, una frase che continua a vibrare dentro di me. Mi eccita sentirmi scelta e non pretesa, desiderata e non usata, provocata con eleganza. Non sono una leva da tirare, sono una porta che si apre solo se sai bussare. E quando lo fai nel modo giusto, non mi tocco per te: mi tocco con te.
E se ti stai chiedendo che tipo di uomo può accendere tutto questo…[/i]
[i]Non è una questione di età.[/i]
[i]Non è una questione di fisico.[/i]
[i]Non è una questione di soldi.[/i]
[i]È una questione di presenza.[/i]
[i]Voglio un uomo che non abbia bisogno di dimostrarsi uomo. [/i][i]Che non misuri il proprio valore in centimetri o in volume di voce.[/i]
[i]Che sappia stare in silenzio senza sentirsi sminuito.[/i]
[i]Mi attrae chi è centrato. [/i][i]Chi non entra in una stanza per farsi notare, ma viene notato lo stesso.[/i]
[i]Chi non chiede attenzioni, ma le genera. [/i][i]Mi eccita l'uomo che non si destabilizza se lo metto alla prova.[/i]
[i]Che non si irrigidisce se lo contraddico.[/i]
[i]Che non si sente minacciato dalla mia intensità.[/i]
[i]Voglio uno che sappia guidare, [/i][i]ma che sappia anche lasciarsi guidare.[/i]
[i]Uno che non scambi la dolcezza per debolezza [/i][i]e la fermezza per arroganza. [/i][i]Mi accende chi sa essere elegante anche nel desiderio. [/i][i]Chi non mi chiede “cosa fai” ma mi dice “dimmi cosa senti”. [/i][i]Chi non ha fretta di arrivare al corpo, perché sa che la mente è il vero preludio. [/i][i]Mi piace l’uomo che non si agita se gli dico di no.[/i]
[i]Che non si offende se non cedo subito. [/i][i]Che capisce che la tensione è un gioco sottile e sa giocarci. [/i][i]Non voglio uno che mi voglia facile. [/i][i]Voglio uno che mi voglia difficile. [/i][i]Non voglio uno che mi consumi. [/i][i]Voglio uno che mi studi.[/i]
[i]E soprattutto… [/i][i]voglio un uomo che sappia che stare qui con me non è un diritto.[/i]
[i]È un privilegio.[/i]
[i]Se sei arrivato fin qui e ti senti ancora tranquillo…[/i]
[i]forse sei già più vicino di quanto pensi.
[/i]
[i]Tra una decina di righe vorrai essere da un’altra parte.[/i]
[i]Perciò lascia perdere, vattene, sparisci.[/i]
[i]Bianco. Se fossi un colore sarei bianco. Avrei dovuto lasciare bianco anche questo spazio. Per tanti motivi: perchè a volte l’arte è un lavoro di sottrazione, perchè saper coltivare il silenzio è un’arte, perché per me quello con le parole è sempre stato un odi et amo, perché odio scrivere, soprattutto di me. Faccio fatica, tanta, troppa e c’è sempre qualcosa che resta lì, sospesa a mezz’aria come una spada di Damocle, pronta a tagliarti in due; c’è sempre qualcosa di incompiuto, di non detto. A volte una singola parola può ospitare fantasmi che credevi lontanissimi. Avete presente il dipinto "La punizione di Marzia", quel dipinto sinistro del Tiziano dove lui viene scuoiato vivo? Beh, scrivere di sé a volte fa cosi male da scorticarti l’anima, eppure vado pazza per le parole. "Tu vai pazza per le parole, vero? Vero che vai pazza per le parole? Mi dai l’idea di essere una che va pazza per le parole. Nel senso che le prendi terribilmente sul serio, tipo come se fossero un bisturi o una motosega che rischia di tagliarti con la stessa facilità con cui taglia gli alberi” (David Foster Wallace).[/i]
[i]Avrei dovuto lasciare in bianco. Per tanti motivi. Tra cui una storia noiosissima di cui parleremo in una prossima puntata. O forse mai, chi lo sa.[/i]
[i]Sarai così bravo da farmi abbassare i miei invalicabili muri e le mie difese?[/i]
[i]Chi sono? Sono una strana. Mi piacciono le bellezze irregolari e sghembe, come certe sonate di Brahms che a guardarle da lontano potrebbero sembrarti sbagliate e invece sono bellissime proprio così, sbagliate o come le canzoni degli Strokes che partono benissimo e poi finiscono in caciara.[/i]
[i]Amo le persone che si pongono domande, quelle che non si accontentano di una sola risposta, coloro i quali sanno mettere in discussione convinzioni e convenzioni e chi sa guardare oltre il proprio naso. Amo chi non giudica le cose e le persone attraverso sistemi binari, si o no, buono o cattivo, chi non pensa in maniera sommaria e manicheistica, chi non si lascia tenere al guinzaglio da un’idea, ma la mette alla prova.[/i]
[i]Ho una passione sfrenata per chi si interessa ai dettagli. Mi viene il sangue alla testa quando la gente si disinteressa ai dettagli. Amo le persone simili a me, complesse, libere, folli. Mi ritroverò sempre con questa minoranza di persone (come diceva Moretti quando era simpatico). "Le uniche persone per me sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per le parole, pazzi da salvare, desiderosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che non sbadigliano mai o dicono luoghi comuni, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio color giallo esplodendo come ragni attraverso le stelle” (Jack Kerouac).[/i]
[i]Sono un ossimoro vivente e sono affascinata dai contrasti, nelle cose, nelle persone, nel sesso. Amo le strade poco battute, le periferie delle cose e delle persone. Posso piangere davanti a un film quasi muto come “In the mood for love” e un minuto dopo tornare bambina guardando per la millesima volta Mary Poppins. Amo i contrasti; e poi regalami dei cioccolatini, perché nessuno li regala più. Mi piace il cioccolato al latte. Non venitemi a dire che quello “vero” è solo il fondente al 99%. Ci ho provato a sedermi dalla parte dei giusti ma vi lascio il Regno dei cieli. Brucerò all’inferno ma voglio morire tra i grassi saturi.[/i]
[i]Ho un passato molto doloroso e non si tratta solo dell’infanzia. Certi fantasmi non svaniscono come la rugiada del mattino ma è dalle crepe dell’anima che filtra la luce. I giapponesi fanno questa cosa bellissima di riparare i vasi di ceramica con oro liquido. La chiamano Kintusgi questa pratica. Sono convinti che dalle imperfezioni e dalle ferite può nascere un capolavoro unico e irripetibile. C'è un’altra parola giapponese che amo: komorebi. Significa “la luce che filtra attraverso le foglie degli alberi”. Ecco, mi piacerebbe che qualcuno potesse dirmi chi sono con la stessa precisione, qualcuno che mi dicesse "tu sei quella luce li, quella che filtra attraverso le foglie degli alberi", qualcuno che non sia approssimativo.[/i]
[i]In un’altra vita in questo preciso momento mi sono trasferita a Parigi, sono seduta col mio barboncino su una poltroncina retrò, un vecchio giradischi scovato in un mercatino e del basilico (morto) sul balcone. Sto suonando il pianoforte come fossi Liszt e scrivo come De Lillo, Palahniuk o Roth. Vado a una mostra di Henri Cartier-Bresson e poi mi siedo in un caffè vestita da perfetta “francese sporcacciona” con un abitino svolazzante senza mutandine o magari la lingerie Agent Provocateur e quel je ne sais quoi tipico delle parigine, quell’aria trasandata, i capelli scombinati, la faccia acqua e sapone e il rossetto rubino. Femminili e sfrontate; oppure ho deciso di assecondare fino al midollo il mio spirito vagabondo da wanderlust, ho preso un camper, ho messo su “Society” di Eddie Vedder e la sua stupenda soundtrack di Into the wild e sono in giro per il mondo.[/i]
[i]Chi sono? Se non l'avessi già detto e se non l'aveste capito sono una strana.[/i]
[i]Non ho ancora la presunzione di definirmi "risolta" o dirmi approdata a una versione definitiva di me stessa; sono in divenire e va benissimo così. Sono poliedrica, multipotenziale, affamata. Mi piacciono le strade poco battute, in ogni cosa e persona che incrocio nel mio meraviglioso viaggio chiamato vita.[/i]
[i]Ho questa malattia della curiositas mundi.[/i]
[i]Odio i matrimoni, detesto la routine, potrei morirci dentro, appassendo come un fiore sotto al sole in piena estate.[/i]
[i]“Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta di luci e di ombre” (Lev Tolstoj).[/i]
[i]Non ho mai avuto il sogno di essere una principessa né una sposa. Il mio personaggio preferito dei cartoni è sempre stata Mulan, coraggiosa, selvaggia; non ha mai aspettato di essere salvata dal principe azzurro ma l'ha sempre fatto da sola.[/i]
[i]Nonostante quest’anima un po’ maschiaccia continua a piacermi il colore rosa. Amo il tetro, l'esoterismo, i cimiteri. Detesto il caldo d'estate ma anche il freddo d'inverno e sono perennemente insoddisfatta; niente e nessuno riesce o è mai riuscito a colmare il vuoto viscerale che mi porto dentro, da sempre.[/i]
[i]Detesto le convenzioni.[/i]
[i]La vita non è una fottutissima check-list con le caselle da riempire perché “così va il mondo”. La mia vita me la creo, non intendo subirla.[/i]
[i]Mi piace la solitudine.[/i]
[i]Potreste incontrarmi al cinema da sola qualche volta, o su un treno (rigorosamente in compagnia del mio inseparabile bimbo a 4 zampe) o sul cocuzzolo di una montagna a meditare. Amo stare da sola, mi nutre, mi appaga, più di qualunque altro essere umano potrei avere al mio fianco.[/i]
[i]Non ho amici e non mi fido di nessuno.[/i]
[i]Pascal diceva che tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene in una stanza da solo e mi sono sempre chiesta perché molti si affannino per evitarla quella stanza. Forse il mondo sarebbe un posto più interessante se le persone imparassero a starsene da sole qualche volta.[/i]
[i]La mia perversione più grande sono le emozioni. Alcune le tengo ancora strette tra le ciglia, tipo quello stupore sulla faccia quando tuo padre ti insegna ad andare in bicicletta e all’improvviso lascia il sellino e tu sorridi perché stai pedalando da sola.[/i]
[i]Mi eccitano gli occhi. Mi sono persa in uno sguardo voluttuoso con uno sconosciuto su un treno; uno sguardo che avrei voluto durasse una vita.[/i]
[i]Non sono religiosa ma sono certa che Dio, se esistesse, sarebbe una donna e avrebbe la voce di Joni Mitchell.[/i]
[i]Mi piace il diluvio che ti sorprende dopo un concerto e amo camminare sotto la pioggia, rigorosamente con la musica nelle orecchie e senza ombrello.[/i]
[i]Mi piacciono le piccole cose. Mi piace l’umorismo. Qualcuno diceva che se hai il senso dell’umorismo e non ti prendi sul serio allora non puoi essere cattivo, né stupido né volgare.[/i]
[i]Capisco le persone dopo tre minuti che ci parlo e non mi piace, vorrei essere smentita, almeno qualche volta.[/i]
[i]Se fossi un colore sarei bianco.[/i]
[i]Ho cercato di spiegarlo in questa pagina che doveva restare bianca. Paradossale. Non lo so se ci sono riuscita.[/i]
[i]Il bianco è associato alla purezza, all’innocenza, ma anche alla paura. È un colore che contiene contrasti e moltitudini. Come me. Può essere tutto. Ha in sé il ruggito di tutti i colori ma senza sbraitare. Senza il bisogno di farsi notare a tutti i costi. Silenzioso, defilato, tormentato, ferocemente fragile. [/i]
[i]La mia posizione preferita? Sul divano con Netflix. Non mi sono mai piaciute le etichette. La mia personalità è troppo sfaccettata per essere ingabbiata in una categoria, un codice, una banale nomenclatura. Mi sono spesso definita sapiosessuale, ma il concetto è diventato talmente ecumenico e mainstream da fare invidia a Hello Kitty e agli unicorni, che ormai spopolano anche sulla carta igienica.[/i]
[i]Voglio essere al di fuori delle etichette.[/i]
[i]"Non voglio che tutta la mia vita sia compressa in un unica parola. Una storia. Voglio trovare qualcos'altro, che non si possa conoscere, un posto che non sia sulla mappa. Una vera avventura” (Chuck Palahniuk).[/i]
[i]L’attrazione sessuale rimane per me una questione di connessione mentale. La sintonia, l’affinità elettiva, uno scambio dialettico brillante, giocoso, malizioso, ironico sono cose che mi mandano in estasi. Le menti si scopano e i corpi si parlano. E viceversa.[/i]
[i]Per me le dimensioni che contano in un uomo sono solo quelle del suo cervello. La vera prversione è l'abbrutimento nel lavoro quotidiano.[/i]
[i]"La pornografia invece esalta il lato oscuro del desiderio. Il sesso è anche nero, contorto, corrosivo; non è sempre una cosa solare, gioiosa. A me piace l'oscenità; mi annoia invece la volgarità, che è cattivo gusto e basta. L'osceno è "il" sublime. Devo ammettere che ho conosciuto poche persone veramente oscene. È difficile trovare una persona capace di oscenità, è una cosa veramente speciale” (Moana Pozzi).[/i]
[i]Non è da tutti essere per pochi/e. Ebbene si, non è una frase fatta; sono per pochi, sono per coloro che non peccano di banalità ma si differenziano per l’originalità e la non superficialità del loro essere. Non dico di essere per pochi perché mi ritengo più bella di qualcun’altra, ho la cellulite, qualche smagliatura qui e lì ma credimi se ti dico che non mi cambierei con nessuna donna su questo pianeta.[/i]
[i]Il mio viso pulito, acqua e sapone, la mia semplicità, il mio essere essenziale ma al contempo sofisticata è per veri e raffinati intenditori, amanti della vera e pura bellezza, nel senso più pieno e genuino della parola stessa.[/i]
[i]Sono altresì la mia anima, il mio cuore, la mia mente e i miei occhi che tanto contengono ad essere per pochi eletti.[/i]
[i]Fin da bambina non mi sono mai sentita “ordinaria” ma sempre “diversa”; ho sempre avuto una particolarissima percezione della realtà ed una raffinatissima empatia e sensibilità. È sempre stato molto difficile, direi impossibile che qualcosa riuscisse in qualche modo a sfuggire alla mia analisi.[/i]
[i]E allora lascia che ti nutra, che ti disseti, che legga le ferite del tuo cuore e della tua anima e le lenisca col balsamo della mia essenza.[/i]
[i]Odio la superficialità dei rapporti, ho bisogno di donarmi a chi sa come farmi sentire donna, coi giusti tempi e coi giusti modi.[/i]
[i]Se c’è qualcosa che detesto è la maleducazione, la poca galanteria; purtroppo sono straviziata e sono abituata troppo bene da quel punto di vita, e non solo![/i]
[i]Ho un’anima pura ma pensieri molto perversi, amo sognare, più di giorno che di notte d’altronde “coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte” (Edgar Allan Poe).[/i]
[i]Ora ti starai chiedendo: perché questa fanciulla è approdata qui su cam4?[/i]
[i]Perché ho fatto pace con me stessa, con mio buio, col mio vuoto, perché amo essere vista, desiderata, bramata, idolatrata e si, anche venerata.[/i]
[i]Adoro lo sguardo di un uomo desideroso di me; è la cosa che più mi eccita, assieme al suo profumo che nel caso del virtuale posso solo immaginare.[/i]
[i]Ognuno di voi ne ha uno differente, con delle sfumature particolari. Chi immagino con un profumo con no*****nose, sandalo, cedro, vetiver o per pochi, legno di oud; altri su cui immagino delle note agrumate, altri su cui percepisco un profumo pungente di zenzero e fava tonka e per i più romantici, profumo di ambra e vaniglia. Se non si fosse capito amo i profumi. Il mio è Baccarat Rouge, gelsomino di Spagna, mandorla amara del Marocco e ambra grigia, elegante e sensuale. Penso i profumi che scegliamo di “indossare” ci rappresentino.[/i]
[i]Ho imparato che come per la donna, anche per l’uomo l’eleganza è una questione di intelligenza, che purtroppo, pochi hanno e se pensi che l’intelligenza di cui parlo si riferisca ai titoli di studio vai altrove perché sei un ignorantone![/i]
[i]Il vero signore per me è colui che sa stare a proprio agio e ovviamente fa stare a proprio agio la sua controparte in qualunque ambiente e situazione si trovi, che sia mentre sia a cena fuori o ad un evento al Quirinale.[/i]
[i]Con me ci vuole pazienza, tanta, ma se sei arrivato fin qui a leggere confido nel fatto che tu la abbia e soprattutto che non ti piacciano le cose semplici, altrimenti saresti in altre room.[/i]
[i]Se pensi di entrare in privato e vedermi nuda così facilmente avrai una grossa delusione, una grassa risata e un privato chiuso all’istante perché ciò significherebbe che sei un cafone o vuoi risparmiare e a me i cafoni e i tirchi non sono mai piaciuti e mai mi piaceranno (se ti sto infastidendo così tanto è perché sei sia cafone sia tirchio altrimenti perché ti agiti tanto sulla sedia?).[/i]
[i]Se cerchi altro c’è gente che riconoscendo la pochezza del suo essere e sapendo di non avere null’altro da offrire se non il proprio corpo, è già pronta all’uso.[/i]
[i]Ho notato che dice tanto di te la room dove decidi di entrare.[/i]
[i]Concediti il gusto dell’attesa, assapora e vivi ogni istante, gustati ogni mio sorriso, ogni mio sguardo. [/i]
[i]Trasparente.[/i]
[i]Se dovessi descrivermi con una sola parola utilizzerei questa.[/i]
[i]“Se sapessi descrivere la bellezza dei tuoi occhi e cantare in nuovi metri tutte le tue grazie, il futuro direbbe questo poetamente: mai nessun volto sulla terra ebbe tratti così celesti” (William Shakespeare).[/i]

Videos (1)